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Cari amici,
come tutti, sto seguendo l’andamento della pandemia che ha colpito praticamente tutto il mondo e, come tutti, mi faccio delle domande.

Dopo l’allentamento delle misure che ci hanno permesso di limitare la proliferazione del virus, solo verso la fine di maggio inizieremo a poter dire, con un minimo di cognizione di causa, se sarà possibile continuare con le aperture: non oso pensare a cosa potrebbe accadere in caso di risultati negativi. L’economia, già al collasso, non reggerebbe altre chiusure drastiche.

Tutto questo richiederà, quindi, un altissimo senso di responsabilità da parte di noi cittadini: mascherine, guanti, distanziamento sociale… insomma un radicale cambiamento nelle abitudini come già abbiamo iniziato a sperimentare in queste settimane.

Nel nostro piccolo, come associazione, siamo e saremo ancora più colpiti. La nostra Assocampi, infatti, è fondata sullo stare insieme, sul godere delle uscite e dei viaggi in compagnia e su una convivialità che prevede una comunanza non solo d’anime ma fatta anche di vicinanza e convivialità: tutto questo,  almeno per ora, dovrà cambiare radicalmente.

Anche volendo rimanere nell’ambito regionale o, comunque, viaggiando fin dove ci sarà concesso dall’emergenza, non potremo formare gruppi ed avere il piacere di sedere insieme a chiacchierare o bere un bicchiere sotto un tendalino se non in pochissimi e stando molto attenti.

Cosa sarà di quello che è il nostro scopo istituzionale? Come dovrà cambiare il nostro amato “Camperiamo”?

Non lo nego, sono preoccupato e vorrei trovare altri modi per sentirci comunque insieme senza infrangere quelle regole che siamo stati costretti a darci.

Questo periodo ci sta segnando in maniera pesante per cui, attraverso uno sforzo comune, dobbiamo cercare nuove interpretazioni sui nostri ruoli di facenti parte di un’associazione di viaggiatori per evitare di vanificare il lavoro di chi, negli anni, ha lavorato perché Assocampi potesse superare la barriera dei trent’anni di vita e per avere la speranza di arrivare ad un periodo di vita altrettanto lungo.

Scusatemi ma sentivo la necessità di uno sfogo e di un confronto con tutti voi in un momento come questo.

Un caro abbraccio virtuale a tutti.

Il Presidente Assocampi, Ugo Sarzola.

Roma, 14 aprile 2020

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