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dal 2 al 25 agosto  

Cronaca di Franca e Ugo Sarzola

Equipaggi partecipanti:

Carla e Franco su CI Cipro 45 del 2002

Claudia e Aldo su Laika Kreos 3008 del 2004

Franca e Ugo su CI Cipro 35 (detto Supermario) del 2003

Premessa. Siamo partiti con buone aspettative. Logicamente, dati i tempi non larghissimi, non abbiamo potuto approfondire le visite come sarebbe stato se fossimo partiti per visitare una o due città. Il taglio che abbiamo dato al viaggio è stato quello di osservare il paese, le persone, il loro modo di vivere. Le città che abbiamo visitato abbiamo cercato di “assaggiarle”, certamente non tralasciando le maggiori attrazioni, senza, però, la pretesa di poter vedere tutto di tutto. Anche per questo, quanto è riportato sotto, non è una guida turistica (in ogni caso non saremmo mai stati all’altezza di quelle in commercio ma un insieme di impressioni ed un suggerimento per un itinerario, crediamo abbastanza buono, per “farsi un’idea” della Polonia.

Giovedì 2 agosto Roma – Bologna km 390

Si parte! Manca poco alle sedici e riusciamo finalmente a “staccare” ed a salire sul camper. Puntiamo direttamente alla volta della stazione di servizio “Bologna Cantagallo” sulla A1 dove ci aspettano gli altri due equipaggi: gli amici con cui, già da qualche anno, condividiamo le vacanze estive. Il tempo è buono, il traffico ragionevole; arriviamo verso le ventuno e, dopo i saluti di rito, si cena e ci mettiamo a dormire: domani ci aspetta una lunga tratta di trasferimento.

Venerdì 3 agosto Bologna – Villach – Graz km 563

Alle otto siamo in moto. Ci proponiamo di arrivare, per l’ora di pranzo, sulle rive del Faaker See (lago vicino Villach) per cui, via Tarvisio (come suggerito dal navigatore) e previo acquisto della vignette autostradale, si passa in Austria. Rispettiamo i tempi e ci ritroviamo a parcheggiare praticamente all’interno di un centro di vacanza lacustre con dotazione di campi sportivi, simil-stabilimenti balneari e giochi vari: decisamente rilassante. Pranzo, passeggiata digestiva, foto con la nuova fotocamera acquistata appena prima della partenza -quindi ancora oggetto misterioso- e si riprende la marcia. La prossima tratta prevede di raggiungere, in serata, la città di Graz.

Arriviamo prima del buio e cerchiamo il viale alberato di fronte al Castello Eggemberg nostra meta di visita per domani mattina: abbiamo trovato l’indicazione in rete con la nota che indica la possibilità di pernottamento. Una lieve imprecisione nelle coordinate ci fa girare qualche minuto di troppo stante anche la stanchezza dovuta alla lunga giornata di guida. Non ci facciamo prendere dal panico e girando semplicemente intorno al castello, troviamo finalmente il famoso viale alberato descritto nei diari di viaggio (N47.07022/E15.41110). Sosta senza problemi (la notte, il sabato e la domenica non si paga nulla), il posto è veramente tranquillo mentre il caldo che speravamo di esserci lasciati alle spalle ci bracca.

Sabato 4 agosto Graz – Olomouc km 397

Entriamo nel castello Eggemberg. Sia i giardini sia gli interni giustificano la sosta. La visita prende almeno tre ore (anche di più se si vogliono fare le cose veramente con calma).

Un viaggio nello spazio dove la cronologia è messa in scena in una costruzione di pietra. Si potrebbe descrivere così il castello di Eggenberg costruito a partire dal 1625. Il committente: Hans Ulrich von Eggenberg, consigliere politico dell’imperatore Ferdinand II. L’architetto: Giovanni Pietro de Pomis, che progettò anche il mausoleo di Ferdinand a Graz. Il maggiore per importanza dei castelli della Stiria è oggi un incantevole palcoscenico per manifestazioni culturali e un magnifico scenario per film. Al pianterreno del castello sono conservate alcune collezioni appartenenti al Museo Regionale Joanneum. 365 finestre, 31 stanze per piano, 24 stanze formano il piano nobile con 52 porte ed un totale di 60 finestre, 4 torri d’angolo; un gioco in riferimento al tempo, stagioni, settimane, giorni, ore, minuti. Fu il nuovo calendario gregoriano ad influire sullo schema del castello. Anche il ciclo dei dipinti della Sala dei Pianeti iniziata nel 1678 si sottopone al programma astronomico. Il pittore Hans Adam Weissenkircher riunì nei dipinti del soffitto i 7 pianeti conosciuti all’epoca, i giorni della settimana, gli dei romani, metalli e le virtù dei singoli componenti della famiglia Eggenberg, tra i quali un comandante vittorioso ed un ambasciatore imperiale. Completano il programma astronomico i 12 segni dello zodiaco alle pareti. Da recenti ricerche emerge che Hans Ulrich aveva incorporato nel castello la prima casa medievale degli Eggenberg. Al punto d’incontro di tutte le assi del castello si trova l’originaria cappella gotica che nella metà `700 perse d’importanza, poiché gli eredi degli Eggenberg, gli Herbersteins, trasformarono il teatro del castello in una chiesa barocca. L’altarino portatile composto da 13 pale illustrate dell’anno 1470 fu venduto in America agli inizi del XX secolo ed è ritornato al castello solo qualche anno fa. Non è possibile pensare al castello di Eggenberg senza il suo parco che subì alcune trasformazioni secondo il gusto delle epoche. Verso la metà `800 fu creato un parco naturale paesaggistico che per buona parte è rimasto originale. I maestosi pavoni sono l’attrazione principale insieme ad un tratto del parco convertito nel Planetengarten, il giardino dei pianeti dove prosegue il concetto del castello (descrizione da www.graztourismus.at).

Il nostro obiettivo rimane comunque la Polonia, per cui, dobbiamo riprendere la marcia che non intendiamo, in ogni caso, forzare: la prossima meta si trova nella Repubblica Ceca e si tratta della città di Olomouc.

Lasciando l’Austria paghiamo le vignette sia per la Repubblica Ceca sia per la Slovacchia poiché stiamo camminando al confine tra le due nazioni. Sperimentiamo le pessime condizioni dei lastroni di cemento che formano il fondo autostradale. Ad un certo punto mi viene da pensare che il camper si smonterà! Riusciamo in qualche modo ad uscirne e ci fermiamo per la cena in una stazione di servizio che sembra un catalogo dei fast food  più popolari negli Stati Uniti: scegliamo KFC e mangiamo il famoso pollo fritto del colonnello riuscendo anche a sfruttare la connessione wireless offerta ai clienti per poi portarci, per la notte, nel parcheggio del supermercato Billa molto vicino al centro storico di Olomouc (N49.59734/E17.24627). Per fortuna le coordinate questa volta sono precise ed arriviamo diretti nel parcheggio che sarebbe a pagamento ma, al solito, non si paga la notte ed i festivi: domani mattina potremo lasciare i mezzi in sosta senza dover cercare moneta locale da inserire nei parchimetri.

Domenica 5 agosto Olomouc – Wadowice – Kalwaria km 234

La città, di domenica mattina, appare deserta. Andiamo in centro: cattedrale, bella piazza del mercato con torre dell’orologio e, lungo la strada, le fontane con i personaggi del mito greco più la fontana di Giulio Cesare che pare abbia fondato la città. Anche in questo caso la visita vale una sosta di relax e di interruzione della guida.

Una volta terminata la visita, si parte alla volta di Wadowice -finalmente la Polonia- pranzando lungo la strada. Arriviamo ed abbiamo l’impressione che solo ora inizi la vera vacanza. Il parcheggio è molto facile in quanto, dato l’elevato numero di visitatori richiamati dal luogo che ha dato i natali a Papa Wojtyla, sono fioriti molti punti sosta a pagamento ed i prezzi sono più che accettabili. Il paese non è grande quindi troviamo tutto nell’area ristretta del centro che raggiungiamo a piedi in pochi minuti. La casa del Santo Padre Giovanni Paolo II è in ristrutturazione e tutto è stato trasferito in locali adiacenti ma, comunque, si possono vedere molte delle sue cose -dal pennello da barba ai suoi sci e scarponi per esempio- e il pensare ai suoi atti quotidiani ed al fatto che quelle cose siano state da lui toccate ed usate innumerevoli volte, mette i brividi. Il percorso è scandito da foto della sua vita; ci s’immerge completamente in questa realtà. Appena fuori, entriamo nella chiesa parrocchiale (fine del 1700) della Presentazione della Beata Vergine Maria che l’ha visto bambino e ragazzo e, sulla piazza, assaggiamo il suo dolce preferito divenuto ormai quasi un dolce nazionale e che ritroveremo nei bar e nelle pasticcerie di tutte le città che passeremo. Per la notte ci spostiamo al vicino santuario di Kalwaria Zebrzydowska che visiteremo tra stasera e domani mattina. Nel bosco circostante, si trova la più antica Via Crucis della Polonia. Arriviamo in poco tempo (parcheggiamo i mezzi nel  piazzale poco sotto la cattedrale ed adibito proprio a questo scopo le cui coordinate sono N49.85933/E19.67486) ed entriamo a visitare la chiesa ancora aperta ai fedeli poi torniamo ai camper per goderci la pace di questo luogo.

Lunedì 6 agosto Kalwaria – Cracovia km 36

Dopo aver visitato ieri sera la cattedrale, andiamo a cercare nel vasto bosco che la circonda, le famose cappelle della Via Crucis: facciamo un breve giro e le troviamo chiuse e spoglie. Probabilmente vengono aperte in occasione della Santa Pasqua. Riusciamo a farcene un’idea sbirciando da porte e finestre. Terminiamo il giro del bosco e puntiamo la prua verso Cracovia che contiamo di raggiungere prima di pranzo. Giungiamo nei tempi previsti e senza difficoltà (grazie a san GPS protettore dei viaggiatori) al campeggio Clepardia (ul. Pachonskiego 28; 68 zl a notte eventuale allaccio elettrico da pagare a parte).  Senza perdere tempo, sistemati i mezzi nelle pochissime aree ombreggiate rimaste disponibili, andiamo a prendere l’autobus per il centro.

Adagiata sulla Vistola, la città deve il suo nome al leggendario fondatore: re Krak. Rimase capitale del regno per cinque secoli, fino al 1596, quando il potere si spostò a Varsavia. Come al solito la maggior parte dei luoghi d’interesse è concentrata nel centro storico per cui partiamo dalla piazza centrale, dalla cattedrale e dal mercato coperto posto al centro della piazza stessa (assolutamente turistico nel senso peggiore del termine).  Sfiancati dal gran caldo stiamo quasi per gettare la spugna quando ci imbattiamo in un servizio di vetture elettriche  (praticamente dei trenini) che offre il giro guidato della città con spiegazioni anche in italiano. Ne affittiamo una che ci ospita tutti e sei e ci godiamo un giro abbastanza completo che non avremmo potuto organizzare in poco tempo. Le spiegazioni sono esaurienti ed integrate, in un inglese piano e comprensibile, dal conducente che, dove serve, si ferma consentendoci una visita più accurata anche a piedi (forse anche perché, come abbiamo intuito dopo, non abbiamo…tirato sul prezzo richiesto). Finiamo, approfittando del fatto che nel frattempo il caldo ha mollato un pochino, il giro a piedi con l’esterno del Wawel e rientriamo in campeggio. Doccia ristoratrice, poi c’è la cerimonia d’inaugurazione del nuovo grill con il gemellaggio tra salsicciotti polacchi e vino di casa nostra. La notte è segnata da un vistoso cambiamento di tempo: vento e scrosci di pioggia. Riporremo il tendalino umido ma almeno l’abbassamento di temperatura ci consente un buon sonno ristoratore.

Martedì 7 agosto Cracovia – Czestochowa km 142

Sveglia ed espletamento delle solite operazioni di carico e scarico; lasciando il campeggio  Claudia ed Aldo si recano a visitare la famosa miniera di sale di Wieliczka che invece noi, insieme a Carla e Franco, avevamo visitato in un precedente, rapido, passaggio rientrando dall’Ucraina nel 2006.

Nell’attesa dei “minatori” e  su suggerimento di Carla, partiamo alla volta del santuario eretto in memoria di Suor Faustina, una religiosa polacca nostra coeva cui era tanto devoto il Santo Padre. Il santuario si trova poco fuori dell’abitato della città. Lo troviamo senza grandi difficoltà se non quelle dettate dalla guida nel traffico cittadino (qui la guida è…diciamo…brillante). Per fortuna anche il problema parcheggio si risolve abbastanza agevolmente quindi, lasciati i camper, ci troviamo immersi in un clima molto coinvolgente: si respira una bell’aria.  Ci viene voglia di saperne di più ed acquistiamo una biografia della Santa che leggeremo durante gli spostamenti. Recuperati gli amici, che nel frattempo hanno terminato la loro visita alla miniera, ci incamminiamo verso  Jasna Gora per vedere il famoso ritratto della Madonna Nera ed il santuario che lo custodisce: si tratta del più famoso santuario mariano della Polonia. Nei secoli, durante i lunghi tempi d’occupazione subiti dalla nazione, la lingua polacca sopravviveva grazie ai canti religiosi ed alle confessioni ecco anche perché i polacchi trovano la loro identità, tra l’altro, nella chiesa e nella religione cattolica.  Anche in questo caso si tratta di un luogo carissimo a Sua Santità.

Arriviamo nel tardo pomeriggio al parcheggio utilizzato anche dai bus che portano i pellegrini (N50.81274/E19.09244). Situato proprio davanti al complesso, è  molto comodo per poter iniziare subito la visita. Poiché questo è il periodo dell’anno in cui i polacchi affrontano  da tutto il paese il pellegrinaggio a piedi, il santuario è pieno di fedeli di tutte le età.  Le Sante Messe si susseguono ininterrottamente in tutte le lingue ed in una cappella laterale troviamo un sacerdote italiano che sta officiando quindi seguiamo la parte terminale della celebrazione. Le giornate sono ancora lunghe e la persistenza della luce ci consente di continuare ancora la visita sia degli interni sia degli esterni. Soddisfatti, ci accingiamo alla cena ed al riposo: finiremo domani le nostre “esplorazioni”.

Mercoledì 8 agosto Czestochowa – Varsavia km 216

Si prosegue la visita del complesso mariano:  è veramente esteso e  la grande area erbosa posteriore è dominata da una struttura sospesa dove trova posto un altare e sedie per gli officianti.  Proviamo un brivido ad immaginare il Santo Padre che celebra dinanzi ad un mare di fedeli che occupano il prato come del resto è testimoniato da foto prese negli anni scorsi durante le visite papali. Terminiamo il giro acquistando i ricordini d’obbligo e, prima di pranzo, si parte alla volta della capitale: Varsavia.

Lungo la strada, alla ricerca di un’area dove fermarci per mangiare, ci imbattiamo in un grazioso chalet: decidiamo di pranzare lì per iniziare ad assaggiare un poco di cucina locale. Qui abbiamo il nostro primo incontro ravvicinato con i pierogi (si pronuncia pieroghi e si tratta di una sorta di tortelloni variamente ripieni) che ci accompagneranno per tutto il viaggio:  ne compreremo anche da cucinare in camper e li sposeremo con i nostri sughi creando un eccellente insieme. Il prezzo pagato per il pranzo è inferiore ai nostri standard: ne deduciamo che i locali polacchi ci vedranno spesso loro ospiti. Proseguiamo soddisfatti e, nel tardo  pomeriggio, arriviamo al camping 123 (ul. Bitwy Warszawskiej 1920 r. Nr. 15/17). Ne approfittiamo per rilassarci e cenare con calma lasciando a domani l’onere della visita della città.

Giovedì 9 agosto Varsavia km 0

La leggenda che narra delle origini della città si rifà alla storia d’amore tra Wars e Sawa due ragazzi nati dalle acque della Vistola: dalla loro unione si arrivò alla fondazione. Completamente distrutta dall’ultima guerra, è stata ricostruita durante l’occupazione sovietica: partiamo alla sua scoperta. Città vecchia, Palazzo Reale visitato con audioguida, via Reale: insomma i punti salienti. Camminiamo attraverso la città dalle dieci alle venti. Giusto uno stop in una tavola calda anche per evitare uno sgrullone di pioggia. Ormai il caldo ha mollato e si passeggia molto più volentieri. Da quanto visto la ricostruzione post bellica ha rispettato la vecchia Varsavia, in più c’è stato l’innesto di qualche costruzione di regime come il Palazzo della Cultura e della Scienza: c’è una gustosa storiella risalente al periodo dell’occupazione sovietica su questo grattacielo e dice che dalle sue finestre si gode il miglior panorama della città in quanto… non lo si vede (…il palazzo)! Pernottamento di nuovo al camping Majawa, che in realtà, consiste in una striscia erbosa (125 zl a notte, di gran lunga la più alta tariffa che abbiamo pagato in Polonia, elettricità compresa. Scarichi non agevoli, servizi appena sufficienti).

Venerdì 10 agosto Varsavia – Mikolajki – Ryn – Gizycko km 258

Dopo una rapida visita al mercato rionale all’aperto vicino al campeggio, si prende la via della Masuria, la regione dei laghi, un mix di natura incontaminata e mondanità estiva. La pioggia ci accompagna per lunghi tratti del nostro cammino ma questo tuffo nella natura con il passaggio tra i boschi e gli specchi d’acqua è veramente bello; le strade a volte un po’ meno ma non si può avere tutto dalla vita… Giungiamo a Mikolajki, una stazione balneare situata su uno dei laghi e dotata di un porticciolo pieno di imbarcazioni. Bancarelle di tutti i tipi fanno ala alle vie colme di gente. Ha smesso di piovere quindi ci consentiamo una gradevole passeggiata e molte foto. Tra i vari punti di ristoro presenti c’è né anche uno dove viene affumicato il pesce e gli amici ne approfittano per qualche acquisto per la dispensa. Ci rimettiamo in marcia per continuare con queste deliziose cittadine balneari e, passando per Ryn, si arriva a Gizycko. Dopo aver cenato in un localino davanti al canale che porta anche qui al lago, pernottiamo in un tranquillo parcheggio di fianco ad una chiesa (N54.03613/E21.75701).

Una piccola avventura: lungo la strada, nel pomeriggio, facciamo conoscenza con una famiglia di camperisti di Bolzano di ritorno da qualche ora di canottaggio e scambiamo quattro chiacchiere. Saluti e riprendiamo la marcia. Dopo un po’ li ritroviamo lungo la strada, fuori dal pulmino che li stava riportando al camping, con il loro figlio più piccolo leggermente ferito alla testa: ci fermiamo e tiriamo fuori tutto l’armamentario. Non sapendolo avevamo sul camper dei cerotti con disegnati dei dinosauri con i quali distraiamo un poco il piccolo e si tampona la ferita. Di nuovo saluti e si riparte.

Sabato 11 agosto Gizycko – Swieta Lipka – Ostroda km 157

Continua la visita di Gizycko. Ci spingiamo fino al porticciolo: moltissime imbarcazioni private o a noleggio si apprestano a salpare nonostante il tempo molto instabile, che però sembra tendere al miglioramento; ci godiamo così la mattinata in tranquillità. Tornando ai camper ci prepariamo a partire e, passando in centro per un po’ di spesa, scopriamo una bella torre davanti al supermercato Lidl che, riadattata, ospita un negozio di souvenir, un bar e una terrazza panoramica. Saliamo per scattare foto al paese ed al lago. Eccellente. Si parte quindi alla volta di Swieta Lipka e della sua cattedrale dove arriviamo nel primo pomeriggio appena dopo l’ora del pranzo.

Si tratta di uno dei luoghi di pellegrinaggio mariano più celebri della Polonia, noto come “la Czestochowa del Nord”. Intorno a un tiglio (“lipka”, in polacco significa “piccolo tiglio”), presso cui la Madonna avrebbe compiuto un miracolo, sorse una cappella che, con l’aumentare del flusso dei fedeli, venne ampliata fino a diventare il santuario che si ammira oggi. Eretto a partire dal 1681, il complesso è composto da una basilica e da edifici conventuali. Forme barocche per la chiesa della Visitazione, dalla facciata a torri, con frontone curvilineo e ornata di statue della Vergine e di santi. All’interno, affreschi prospettici, un monumentale altare maggiore a tre piani e un grandioso organo. Presso il secondo pilastro della navata centrale una figura della Vergine in argento, ritratta su un tronco di tiglio, ricorda il punto in cui cresceva l’albero del miracolo (descrizione da TouringClub.com).

Entriamo per ammirare gli splendidi trompe l’oeil e troviamo tutti i fedeli girati verso la porta: dopo un attimo di stupore, un mare di note ci travolge. Un organista sta tenendo un concerto: proprio una bella fortuna. Riusciamo ad assistere ad una buona mezz’ora di esibizione quindi, finiamo il giro di visita. Fuori ci attendono le immancabili bancarelle con oggetti di artigianato e la famosa ambra che ci accompagnerà per tutto il periodo di permanenza in Polonia. Riprendiamo i camper, ci spostiamo poco più in là, per osservare da fuori il castello di Reszel (anche qui piccoli acquisti) e puntiamo su Elblag: data l’ora ci fermiamo per la notte in quel di Ostroda dove dormiamo nel parcheggio del supermercato Lidl (N53.70098/E19.96398). La notte passa in tranquillità in quanto il parcheggio è sul retro, lontano dalla strada e davanti ad un piccolo condominio.

Domenica 12 agosto Ostroda – Elblag – Malbork – Elblag      km 134

Forse Ostroda avrebbe meritato una visita più accurata perché, al passaggio, appare bella e rilassante ma tant’è; si prosegue per Elblag. La meta è il camping 61 (ul.Panienska 14 ) che ci consentirà l’escursione sul canale omonimo (al paese non al camping) dove si naviga su tratti a livelli diversi ed il dislivello viene superato trascinando le imbarcazioni, via terra, su speciali carrelli. Arrivati al campeggio, scopriamo che per oggi non ci sono posti disponibili sulle imbarcazioni per cui, dopo aver fatto la prenotazione per domani, ci spostiamo a Malbork anticipando la visita al famoso castello teutonico che avevamo invece previsto al ritorno da Danzica. Posto sulla riva destra del fiume Nogat, è un grande castello in mattoni rossi.

Arriviamo in quaranta minuti al parcheggio di fronte all’entrata e procediamo alla visita. Purtroppo al nostro arrivo non sono disponibili guide in italiano; nemmeno le audio guide sono previste nella nostra lingua. Ci accontentiamo acquistando un libretto/guida e cerchiamo di organizzare un tour personalizzato. Mentre visitiamo il castello una sorpresa: ritroviamo gli amici camperisti di Bolzano (ricordate: cerotti&dinosauri) anche loro in visita. Essendo arrivati prima di noi sono riusciti a trovare una guida che parla italiano e l’hanno ingaggiata: ci invitano a seguire con loro almeno l’ultima parte di visita. Ci si saluta e, questa volta, ci scambiamo i numeri di telefono: chissà che non si riesca a rivedersi a Roma o a Bolzano! La visita prende quattro ore ed usciamo stanchi ed affamati; per fortuna, subito fuori, sotto alcuni ombrelloni, preparano carne grigliata che, stante anche l’orario, appare buonissima. Dopo alcune spese di prammatica alle bancarelle, torniamo ad Elblag dove, dopo aver cenato sfruttando una sorta di gazebo predisposto all’uopo, pernottiamo. Il campeggio è confortevole sotto molti aspetti e comodo sia per la visita di Malbork che per l’escursione di domani anche se lo scarico, come al solito, non risulta agevolissimo (52 zl a notte compreso allaccio elettrico).

Lunedì 13 agosto Elblag – Danzica km 61

Questa mattina sveglia di buon’ora per l’escursione lungo il canale di Elblag. Il canale, costruito nel Novecento, è uno dei più interessanti sentieri navigabili in Polonia, ammirato non soltanto per i valori paesaggistici ma anche per il complesso aspetto tecnico. Presenta delle soluzioni uniche in tutto il mondo. Per superare l’ostacolo del percorso, cioè il grande dislivello lungo il canale, le imbarcazioni sono fatte scivolare su delle piattaforme speciali situate su binari. Quello di Elblag è il canale navigabile più lungo in Polonia, la crociera turistica completa è di 80 chilometri e dura più o meno tutto il giorno (11 ore circa). C’è né anche una più breve che prende circa sei ore ed è quella che faremo noi. L’ora di presentazione è alle sette e trenta (per fortuna vicino al campeggio, circa mezzo chilometro); la partenza, puntuale, alle otto. La prima parte della navigazione (due ore) si svolge lungo il canale che in alcuni punti si allarga fino a diventare un vero e proprio lago. La fanno da padrone varie specie di uccelli (cigni, aironi ed altri) e piante  cui non so dare un nome. In effetti, dopo una mezz’ora, il tutto diventa ripetitivo. Si arriva, finalmente al primo alaggio: il sistema è decisamente interessante; scattiamo molte foto a documentare il tutto. Al quarto alaggio, con il paesaggio che non cambia di una virgola, è dura non sbadigliare. Insomma sarebbe bastato navigare per mezz’ora, vedere un paio di alaggi e tornare indietro! Finalmente, alle quattordici, si sbarca e si prende un pullman che, con molta calma, parte per riportarci ad Elblag al punto di imbarco: i nostri stomaci sono allo stremo. Arrivati, usciamo velocemente dal campeggio per non pagare un’altra giornata, finalmente mangiamo e, dopo aver fatto un poco di spesa, si parte alla volta di Danzica. La strada è nuova e scorrevole. Entriamo al camping Stogi (ul. Wydmy 9). E’ decisamente pieno ma ci trovano comunque tre sedicenti piazzole (56 zl senza elettricità), ci offrono una eccellente guida della città in italiano e cordialità. Incontriamo di nuovo gli amici di Bolzano che ci precedono di un giorno e ci possono dare quindi qualche “dritta” sulla visita che faremo domani.

Martedì 14 agosto Danzica km 0

Acquistati i biglietti del tram alla reception del campeggio si parte. Siamo fortunati: le prime due settimane di agosto il centro si riempie di mercatini di ogni tipo e stand gastronomici quindi, alla scoperta della città si somma quest’altra sorpresa. Il centro è veramente bello. Grazie anche alla guida in italiano ricevuta al camping iniziamo un tour razionale leggendo le spiegazioni riguardo vie e palazzi fino a giungere ai famosi mercatini e qui…un tuffo al cuore: mentre mi soffermo a guardare la merce esposta mi ritrovo gomito a gomito con Lech Walesa, eroe di Solidarnosc, premio Nobel per la pace nonché ex presidente della Repubblica Polacca, amico di Giovanni Paolo II e chi più ne ha…. Stento a credere ai miei occhi ma è proprio lui accompagnato da una scorta di due persone peraltro molto discrete. Non ho il coraggio di salutarlo e di chiedergli una foto insieme: me ne pentirò per tutto il pomeriggio. Continuiamo il giro dopo un boccone presso uno degli stand gastronomici. La tappa presso i cantieri navali, culla di Solidarnosc è assolutamente commovente. Torniamo al campeggio decidendo che vale la pena di rimanere un giorno in più.

Mercoledì 15 agosto Danzica km 0

Continuiamo la visita della Perla del Baltico riprendendo da dove abbiamo lasciato ieri sera. Pranziamo sul lungofiume per solennizzare il ferragosto poi attraversiamo il ponte sulla Vistola per visitare l’altro versante. Nonostante il tempo non sia il massimo riusciamo comunque a finire il nostro giro.

Giovedì 16 agosto Danzica – Sopot – Gdynia – Hel km 96

Ci svegliamo e approfittiamo per le operazioni di scarico e carico. Una nota sul campeggio: è senz’altro molto vivace ma carente in molti aspetti. E’ strapieno, le piazzole sono “di fortuna”, gli scarichi praticamente assenti. L’unico efficiente è quello delle “cassette”. Sono costretto a scaricare le acque grigie con la bacinella ed a versare il contenuto della stessa in un tombino parzialmente nascosto da una roulotte anche lei parcheggiata alla meglio…comunque riesco a fare tutto.

Si parte alla volta della Penisola di Hel. Passiamo per le cittadine di Sopot e Gdinya che, insieme a Danzica, formano quasi un unico chiamato Trojmiasto (tre città): la solita, gradevolissima sorpresa. Sono due centri balneari estremamente godibili. Facciamo una lunga passeggiata per via Montecassino (si, si chiama proprio così) a Sopot; una bella strada a metà tra il pittoresco ed il commerciale (molto particolare la casa “strizzata”). Giungiamo al molo dove, previo pagamento di un ingresso del costo di 2 zl, possiamo inoltrarci in mare per avere una visuale delle spiagge o, per gli amanti del genere, per effettuare gite in mare aperto con imbarcazioni di diverso tipo, anche con gommoni che arrivano a velocità molto elevate: circa 120 km/h. Passeggiamo godendoci la bella giornata ed il panorama poi puntiamo verso Gdynia. Arrivati, data l’ora, cerchiamo invano un parcheggio fronte mare per il pranzo: tutte le volte che entriamo in una delle traverse verso la spiaggia, troviamo luoghi molto belli ma senza parcheggi per tre camper quindi a malincuore e dopo parecchi tentativi, ci allontaniamo dalla città e ci rifugiamo appena fuori, nel parcheggio dello stadio. Pranzo e via per la penisola. La percorriamo attraversando una sorta di paradiso della natura fatto di spiagge a destra e boschi a sinistra. Purtroppo non possiamo fermarci per delle foto giacché è tutto pieno visto il periodo. Arriviamo infine ad Hel sulla punta della penisola. Il piccolo centro brulica di villeggianti e la zona pullula di parcheggi. Per 15 zl ne troviamo uno che ci consente di fermarci anche per la notte; sistemati, iniziamo la visita. Si tratta di un tipico villaggio da vacanza estiva. Il fronte mare ospita bancarelle di tutti i generi e ristorantini. Stanno anche preparando un palco per lo spettacolo serale. La cosa che più ci stupisce, però, è la presenza…dell’esercito statunitense con uomini e mezzi in divisa da secondo conflitto mondiale. Addirittura è stata predisposta un’area dove ragazze sfilano con vestiti anni quaranta. Il mistero è presto svelato: per una settimana una rievocazione storica dello sbarco in Normandia sarà il leit motiv delle giornate nella zona. Continuiamo a passeggiare sul molo attendendo la discesa del sole sul mare per fotografare il tramonto.

Venerdì 17 agosto Hel – Pelplin – Torun km 272

Oggi inizia la lunga marcia verso sud dopo aver toccato il punto più a nord del nostro viaggio: ripercorriamo a ritroso la penisola. La presenza di meduse in acqua, ha dissuaso Carla e Franco dal fare un bagno nel Baltico. Approfittiamo per altre foto sempre in condizioni precarie in quanto anche stamane il pieno di stagione rende disagevole non solo la sosta ma anche la semplice fermata. Ripassando per Gdinya raggiungiamo l’autostrada che ci porta verso Torun. Per il pranzo e per spezzare ci fermiamo a Pelplin dove dovrebbe esserci un’abbazia cistercense. La raggiungiamo ma è stata trasformata in un liceo e l’annessa cattedrale merita, secondo noi, giusto una rapida visita. Non ci soffermiamo sul museo ed il tesoro. Pranziamo nel parcheggio attiguo. Arriviamo così a Torun, la città fondata dai cavalieri teutonici che ha dato i natali a Niccolò Copernico. Molto gradevole il centro storico con un parcheggio a pagamento che consente anche il pernottamento (30 zl) di fronte alla cattedrale (N53.01342/E18.61324) e ad un passo dall’isola pedonale. Facciamo un bel giro e sbuchiamo sul lungofiume della Vistola. Anche in questo caso la visita è decisamente piacevole.

Sabato 18 agosto Torun – Biskupin – Poznan km 188

Notte tranquilla nonostante il parcheggio in centro città. Sbrigate le faccende del mattino si parte per il villaggio dell’età del ferro a Biskupin. Ribattezzato da qualcuno dotato di fantasia smisurata “Pompei polacca”, è la ricostruzione, sulla base di ritrovamenti fatti nella prima metà degli anni trenta, di un villaggio abitato per circa un secolo e mezzo da popolazioni di cultura lusaziana.  Il sito vale senz’altro una mezza giornata di visita. Dopo il pranzo puntiamo verso Poznan effettuando una sosta a metà strada a Gniezno dove visitiamo la cattedrale gotica dell’Assunta che ospita, tra l’altro, le reliquie di Sant’Adalberto. Posta in un’area dove si trovano un parco ed un laghetto, costituisce un ottimo motivo per una tappa. Naturalmente anche qui aleggia il Santo Padre Giovanni Paolo II figura portante del nostro viaggio attraverso la Polonia.

Arrivati a Poznan e parcheggiati i camper in un’area a pagamento appena dietro il centro storico (N52.40883/E16.93973), abbiamo il tempo per una visita iniziale all’ufficio per il turismo ed al centro storico stesso, in modo da essere più organizzati domani mattina. Spesa di alimentari polacchi e cena con pierogi al sugo italiano. Nel frattempo il frigo ha deciso di mettersi a fare bizze: è completamente disalimentato. Un momento di smarrimento, di…accidempoli e cribbio vari, poi decidiamo di agire con metodo. Per fortuna un trouble shooting a partire dal fusibile si rivela provvidenziale. Il fusibile è…letteralmente fuso. Eseguita l’estrazione e la sostituzione con uno nuovo, il frigo riparte; speriamo bene, lo terremo d’occhio. Intanto dal palco montato di fronte al parcheggio (subito al di là della strada) giungono le note di una festa di piazza: gradevole ma un po’ troppo ricca di decibel. Speriamo non finisca troppo tardi.

Domenica 19 agosto Poznan – Breslavia km 186

La musica non è finita troppo tardi e la notte è trascorsa tranquilla. Appena pronti riprende la visita di Poznan che termina alle dodici con le capre che s’incornano al tocco del mezzogiorno sull’orologio del municipio. Pranzo col kebab, spostamento dei camper bollenti (tutto il giorno sotto il sole del parcheggio) per una visita alla cattedrale della città appena al di là del fiume e si riparte in direzione Breslavia con passaggio intorno al castello di Kornik. Lungo la strada la sorpresa di una grande chiesa, quasi una basilica, gremita e posta praticamente in mezzo alla campagna. Nel frattempo Aldo e Claudia hanno virato per Berlino, città che non hanno mai visitato. Saluti di rito ad un pezzo della compagnia che lascia e si inizia a sentire in bocca il sapore della fine delle vacanze.  Giungiamo in serata al campeggio di Breslavia (Camping Stadion ul. Olimpijski Nr. 117) e ci sistemiamo per la notte. Domani penseremo alla città.

Lunedì  20 agosto Breslavia km 0

Giornata dedicata alla visita di Breslavia. Abbiamo ritrovato il caldo dei primi giorni, in compenso la città, come ormai ci aspettiamo vista l’amenità della Polonia, è molto gradevole. Il centro è delizioso ed acquistiamo un acquarello da un pittore di strada (cerchiamo di prenderne sempre almeno uno per ogni viaggio). Seguiamo molto liberamente degli itinerari servendoci del materiale ricevuto all’ufficio turistico in centro e, andando verso la cattedrale, ci imbattiamo in un mercato rionale coperto. Come facciamo sempre in questi casi ci tuffiamo all’interno per renderci conto della vita reale degli abitanti. Sono ormai le tredici passate e, girando tra i banchi, abbiamo la fortuna di imbatterci in un incrocio tra un fast food di cibi locali ed una mensa aziendale: mangiamo bene per una cifra irrisoria. Ripresa la passeggiata, passiamo il fiume -Breslavia ha molti ponti- e facciamo una scoperta incredibile: il bel ponte sul quale stiamo transitando è letteralmente coperto da lucchetti a somiglianza del nostro ponte Milvio a Roma. Tra l’altro molti di questi lucchetti paiono fatti appositamente per quel servizio: la superficie si presenta colorata e con frasi già scritte inoltre c’è lo spazio per la data e i nomi che, a giudicare dalle modalità di scrittura standardizzate sono applicate, su ordinazione, dal venditore. Rimaniamo basiti e documentiamo il tutto con delle foto. Arriviamo, comunque,  nella zona delle chiese e scopriamo che si può arrivare in cima al campanile della cattedrale con l’ascensore: saliamo a goderci il panorama. Continuiamo a girare fino a pomeriggio inoltrato poi rientriamo in campeggio per il pernottamento. Cerchiamo di organizzarci per la cena ma un nubifragio improvviso e vento teso e forte ci fa desistere imponendoci di ritirare in fretta parabola e tendalino. E’ già la seconda volta che siamo costretti a riporre il tendalino bagnato. Vedremo di sistemarlo nei prossimi giorni.

Martedì 21 agosto Breslavia – Jawor – Swidnica – Olomouc   km 301

Lasciamo il camping di Breslavia. Buono il prato, il tram per il centro è comodo, i servizi sono fatiscenti. Il prezzo per notte è in linea con il paese: 65 zl corrente compresa. Siamo ormai agli sgoccioli della nostra permanenza in Polonia e sulla strada verso il confine con la repubblica Ceca, rimangono da visitare le due chiese lignee della pace di Jawor e Swidnica. Una più interessante dell’altra e la seconda più bella della già soddisfacente prima. Le chiese sono così chiamate in quanto edificate dopo la pace di Westfalia. Sono molto particolari: costruite dovendo seguire limiti strettissimi imposti dai vincitori, non dovevano avere campanile, dovevano essere realizzate al massimo in un anno di tempo e senza usare pietra ma solo con legno, argilla e paglia! Inoltre la costruzione sarebbe dovuta avvenire senza l’uso di chiodi. Insomma ci si trova davanti ad un lavoro effettuato in legno con sole giunzioni ad incastro.

La visita delle due località, peraltro vicine, ci prende la mattinata ed il primo pomeriggio e quanto visto, merita assolutamente la sosta. Per fortuna avevamo le coordinate da inserire nel navigatore dal momento che, le chiese, sono all’interno di giardini, quindi non facilmente visibili dalla strada e non ben segnalate. Ripartendo, finiamo di spendere la valuta polacca ancora in nostro possesso acquistando specialità del posto da portare con noi. Passiamo il confine con la Repubblica Ceca verso le diciannove e, passate le venti, ci fermiamo per la notte in un’area di servizio poco prima della città di Olomouc, già visitata all’inizio del viaggio senza uscire dall’autostrada.

Mercoledì 22 agosto Olomouc – Trieste km 681

Lasciamo la Repubblica Ceca per l’Austria e ci dividiamo anche da Carla e Franco che, non avendola mai visitata, si fermano a Vienna. Noi si prosegue per Trieste. Siamo proprio agli sgoccioli. La giornata è tutta un lungo trasferimento attraverso l’Austria -come detto- e la Slovenia (altra vignette). Finalmente, in serata, arriviamo a Trieste (dopo un pieno di gasolio all’ultimo distributore disponibile prima dell’ingresso in Italia) ed approdiamo al camping Obelisco (Strada Nuova per Opicina, 37). Molto comodo per la visita della città poiché sulla linea del tram di Opicina. Il campeggio è molto particolare in quanto letteralmente “arrampicato”; i gestori (soci del locale camper club) sono simpatici ed ospitali. Per il momento riposiamo dopo aver fatto qualche foto notturna da una terrazza naturale sulla città appena fuori dal campeggio, domani penseremo alla città. Il caldo continua ad inseguirci.

Giovedì 23 agosto Trieste km 0

Per la visita di Trieste, raggiungiamo il centro tramite il già citato tram di Opicina. Si tratta di un tram panoramico trasformato, nella prima parte della sua corsa, in cremagliera. Ne avevamo già letto in una guida come di un’attrazione da non perdere. Ci rechiamo all’ufficio turistico in Piazza dell’Unità e troviamo personale molto accogliente che ci consiglia l’affitto di audioguide. Accettiamo senz’altro la proposta e iniziamo la visita dalla piazza più famosa di Trieste. In quattro o cinque ore (compresa una sosta per un pranzo veloce) riusciamo ad effettuare una visita organizzata e soddisfacente. Riportiamo quindi le audioguide e torniamo al nostro tram lasciando a domani, prima di prendere definitivamente la via del ritorno, la visita al castello di Miramare.

Venerdì 24 agosto Trieste – Camaldoli – Bibbiena km 464

Lasciamo il campeggio verso le otto per poter parcheggiare, come ci hanno suggerito, prima che i bagnanti riempiano le spiagge (e i parcheggi) vicino al castello. Riesco a sbagliare strada nonostante il navigatore ed arriviamo comunque tardi. Troviamo, per fortuna, un parcheggio a pagamento proprio all’ingresso del castello: siamo andati bene comunque. Anche in questo caso, prese le audioguide, partiamo alla scoperta di quella che fu la residenza di Massimiliano D’Asburgo e di sua moglie la principessa Carlotta del Belgio e poi, negli anni trenta del novecento, del Duca D’Aosta. La visita è estremamente gradevole. Ormai non ci rimane che inserire nel navigatore l’indirizzo di casa ma, dal momento che vogliamo strappare ancora uno scampolo di ferie scegliamo un’ulteriore tappa lungo la strada: Camaldoli dove arriviamo che è quasi sera. Facciamo una rapida visita al monastero ma, purtroppo, sul piazzale ampio ed accogliente dove già sostano autoveicoli e piccoli pullman, i camper non sono ben visti. Il solito cartello vieta, arrogantemente e senza alcun fondamento, la sosta ai camper dal tramonto all’alba quindi, dopo aver parlato con un’agente e  per evitare ulteriori discussioni, siamo costretti a scendere e cercare un altro posto per pernottare non senza prima esserci riforniti di schiacciata imbottita con salumi del posto per la cena. Troviamo un ottimo parcheggio davanti al supermercato Lidl di Bibbiena.

Sabato 25 agosto Bibbiena – Acilia km 271

Alle ore tredici parcheggiamo il camper al rimessaggio.

Finale. Le aspettative della partenza, sono state senz’altro superate. Gli aggettivi più usati sono stati: godibile e gradevole. Il paese è molto bello sia nelle città visitate che nella sua parte naturalistica e la gente è cordiale. Anche sul versante costi andiamo ancora bene (il rapporto euro/zl è circa 1:4). Con un poco di tempo in più avremmo potuto visitare anche qualche parco naturale ma, si sa, il tempo è tiranno: sarà per un’altra volta magari ripassando per la visita della Russia o delle Repubbliche Baltiche…Comunque, da come avrete capito, è un viaggio che consigliamo senz’altro.

Un po’ di numeri. Abbiamo consumato circa 450 lt di gasolio per una percorrenza poco superiore ai 5000 km. Il costo medio del gasolio tra le varie nazioni estere attraversate è stato di circa 1,4 euro. I costi delle autostrade in Polonia sono stati irrisori, nelle altre nazioni abbiamo pagato le vignette: avendole sempre prese con la minima durata, hanno avuto un costo medio intorno ai 10 euro l’una (due volte Austria, due volte Repubblica Ceca, una volta Slovacchia, una volta Slovenia). Per quanto attiene al progetto del viaggio ci siamo avvalsi delle normali guide reperibili in commercio, del materiale inviatoci dall’ufficio del turismo polacco contattato telefonicamente, delle informazioni reperite sui siti http://www.turismoitinerante.com/  e http://www.rsnail.net/magellano/ (naturalmente ho citato solo i siti da cui abbiamo preso la grande maggioranza di informazioni, diari di viaggio ed aree sosta).

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