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Gli Obelischi a Roma
Una
delle attrattive tipiche della città sono appunto gli
obelischi, dal greco " obeliskos"
( spiedino ). Fu l'imperatore Augusto il primo che li portò
a Roma dall'Egitto, a testimonianza della grandezza dell'Impero,
intuendo l'impatto visivo e simbolico di quegli alti monoliti
di pietra, pieni di geroglifici e di misteriosi simboli.
Ma solo con il Papa Sisto V molti degli obelischi trovarono
la collocazione attuale.
Negli anni del suo pontificato ( 1585/1590) volle dare un
nuovo volto alla città con grandi interventi urbanistici
finanziati da nuove tasse e gabelle.
Volle che Roma ridiventasse " Caput Mundi " non
nel senso imperiale romano, ma in quello dell'universalismo
cristiano. Strade, piazze, monumenti che dovevano abbagliare
il pellegrino in arrivo a Roma.
Per questo fece restaurare gli acquedotti che dovevano essere
ben visibili e guidare il viandante verso Roma.
All'interno della città pensò ad un sistema
viario che rendesse più semplice " il giro delle
7 chiese " e in questa prospettiva ritenne utili gli
obelischi nella funzione di riferimenti topografici.
Il
primo ad essere spostato dal circo di Caligola fu quello che
oggi si trova in Vaticano che, dall'alto dei suoi 40 metri,
doveva indicare la strada per la Basilica ancora, nel 1586,
in costruzione. Fu l'architetto Domenico Fontana incaricato
dello spostamento e dell'innalzamento. Furono impiegati ben
40 argani, 800 uomini e 140 cavalli.
Fu un evento. Il Papa promulgò un editto che puniva
con la morte chiunque avesse intralciato i lavori o fatto
rumore in quanto tutto doveva avvenire nel più assoluto
silenzio e regolato solo dal suono di una tromba.
Il secondo obelisco eretto, nel 1587, sempre sotto la direzione
del Fontana, è quello che si trova sulla piazza dietro
l'abside di Santa Maria Maggiore. E' gemello con quello che
si trova sulla piazza del Quirinale ed erano posizionati,
al tempo dell'antica Roma, all'entrata del Mausoleo di Augusto.
Il terzo obelisco innalzato nel 1588 è quello che si
trova in piazza San Giovanni in Laterano, proveniente dal
Circo Massimo, ed ha la particolarità di essere il
più antico obelisco egiziano ed anche il più
alto con i suoi 45.70 metri, compresa la base e la croce sulla
sommità.
Il
quarto, sempre sotto il papato di Sisto V, è l'obelisco
Flaminio in piazza del Popolo,alto 36 metri, ed era ben visibile
ai pellegrini che entravano a Roma dalla porta Flaminia dopo
aver percorso la Via Francigena.
Si
deve arrivare a meta del 1600 con il Bernini per ritrovare
una degna e scenografica collocazione di altri obelischi abbinata
tra l'altro ai giuochi d'acqua delle fontane.
Nel 1651 il Bernini a Piazza Navona, su incarico del Papa
Innocenzo X, per una migliore sistemazione di un obelisco
proveniente dal Circo di Massenzio costruì le 4 colossali
statue, che ne costituiscono il basamento e che rappresentano
il Nilo, il Gange, il Danubio ed il Rio della Plata , le quattro
aree geografiche del mondo allora note.
Per ultimo parliamo di un piccolo obelisco alto solo 12,69
metri, autenticamente egiziano e che ornava il tempio eretto
alla dea Iside che si trovava nell'attuale via del Seminario.
Il Bernini come basamento scelse un elefante di pietra, simbolo
della forza mentale, che ben sorreggeva l'obelisco preso a
simbolo della rappresentazione della divina sapienza.
Ed infatti l'iscrizione sul basamento recita : " è
necessaria una mente robusta per sostenere la solida sapienza
".
Questo complesso si trova in piazza della Minerva.
Aurelio Valentini
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