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La Farfalla (Set-Dic 2002 N°
60)
NORMANDIA e BRETAGNA:
tra falesie, spiagge, maree ed eventi storici. (Luglio 2002)
Arrivare in Normandia ed in Bretagna partendo
da Roma, richiede certamente un viaggio non breve, dovendo
percorrere mezza Italia, superare parte della Francia e raggiungere
infine la Manica. L'occasione offre però l'incontro
con città, luoghi e paesaggi straordinari che si susseguono
lungo un itinerario ricco di interessi.
Il nostro viaggio inizia i primi giorni di Luglio. Dopo una
prima sosta nei pressi di Alessandria, valicato il Moncenisio,
entriamo in Francia.
Lione, città francese per grandezza ed importanza seconda
soltanto a Parigi, rappresenta la nostra prima destinazione
turistica. Ha un campeggio ben collegato con il centro dove,
tra piazze, musei e luoghi d'interesse, spicca la cattedrale
gotica di St-Jean (XII secolo) dalla bella facciata, mentre
nell'interno sono notevoli l'orologio astronomico e le stupende
vetrate policrome. Vicina ad essa, inizia la città
vecchia con Rue St-Jean, dove si incontrano suggestive case
trecentesche in un dedalo di vicoli e di piazze. Saliamo sulla
collina Fourvière per ammirare lo stupendo panorama
sulla città, attraversata da due fiumi, la Soana ed
il Rodano. Ci fa da guida, Dino, un Abruzzese che vive e lavora
qui, con l'Italia ancora nel cuore.
Continuando il nostro viaggio, entriamo nella Borgogna tra
i vigneti del famoso Beaujolais, cui si alternano campi di
grano, di mais e paesi ravvivati da gerani e petunie che abbelliscono
le vie principali e le recinzioni dei giardini delle case,
caratteristica comune un po' a tutta la Francia.
Giungiamo a Dijon dall'originale facciata di Notre-Dame (1200)
e dalle numerose case a graticcio, ad Epernay, noto centro
di produzione dello champagne, ed a Reims con l'imponente
cattedrale (1200) sul cui portale sinistro si può osservare
l'originale "Angelo che ride", simbolo della cattedrale
stessa.
Siamo ora ad Amiens per ammirare la più vasta cattedrale
di Francia dal ricco ed interessante prospetto gotico, sulla
cui sinistra si sviluppa il quartiere di St-Leu (XV secolo)
sul fiume Somme, in una fitta rete di canali sui quali si
specchiano le caratteristiche case.
Attraverso comode e veloci strade, percorse da un traffico
regolare ed ordinato, abbiamo superato il primo tratto del
nostro itinerario ed entriamo finalmente in Normandia, visitando
Rouen, città natale di Flaubert. Considerata "città-museo",
offre al turista importanti monumenti e musei: la Cattedrale
gotica di Notre-Dame del XII secolo, il Museo delle Belle
Arti, Place du Vieux-Marché, dove fu messa al rogo
Giovanna d'Arco, e la Rue du Gros-Horloge, vivace via pedonale
dove si può ammirare l'orologio del 1389. Tutta la
città è d'interesse turistico e, attraversata
dalla Senna, offre al camperista diversi punti di sosta lungo
le ampie rive del fiume con possibilità di brevi crociere.
Eccoci finalmente sulla Manica, sulla Manche per dirlo alla
francese. Siamo infatti giunti a Dieppe, importante porto
della Normandia. Piove e quella che sarebbe un'ottima area
comunale di sosta, è invece un campo ricoperto di fango.
Ci aspettavamo condizioni migliori, ma il clima atlantico
prevede frequenti precipitazioni.
A Dieppe inizia il nostro incontro con le scogliere della
Normandia, le maree e l'incertezza delle condizioni meteorologiche,
aspetti specifici della regione, dove difficilmente il mare
è trasparente ed azzurro e con estrema facilità
un'improvvisa e fitta nebbia nasconde i contorni della costa,
per poi dissolversi nel nulla. Le maree possono raggiungere
un'escursione di 14 metri nell'arco delle ventiquattro ore,
mettendo le barche ancorate all'asciutto restituendole poi
al galleggiamento. Durante la bassa marea, emergono profonde
spiagge ove si passeggia raccogliendo molluschi sorpresi nel
loro ambiente, al momento privo di acqua, che tornerà
soltanto con l'alta marea. Per le forti correnti e le temperature
senz'altro basse, si incontrano pochi bagnanti.
Restano in ogni caso luoghi affascinanti!
Le scogliere, simili ad immobili cascate, precipitano in mare
con effetti spettacolari. I sentieri sulla costa si aprono
nell'erba folta e morbida. Camminare sotto il volo dei gabbiani
e guardare in basso verso il mare a più di settanta
metri, mentre verso l'interno il grano ondeggia al vento,
sono sensazioni incomparabili che restano nella memoria.
Un susseguirsi di piccoli paesi, ci porta a St-Valery-en-Caux,
luogo amato da Victor Hugo, che offre una splendida area comunale
di sosta vicino al faro e facili escursioni sulla falesia
con un superbo panorama sulla costa. Durante una breve passeggiata
lungo la spiaggia sassosa, veniamo sorpresi dal tramonto (ore
22,15!) ed abbiamo la fortuna di vedere il "raggio verde"
soltanto un attimo prima che il sole sparisca creando straordinarie
sfumature di colore.
Superato Fècamp, dove ancor oggi i monaci benedettini
distillano il liquore Bénédectine, sotto una
pioggia sottile giungiamo a Étretat, paesino impreziosito
da un grande arco naturale sul mare. Il percorso turistico
sulla falesia offre alcune piattaforme per ammirare gli imponenti
scenari. Un altro arco naturale ed un faraglione a forma conica,
alto quasi ottanta metri, si specchiano nell'acqua verdazzurra.
La vista è straordinaria e decidere cosa fotografare
è veramente arduo, poiché tutto appare eccezionale.
Piccolo paese di pescatori, alla fine dell'Ottocento divenne
un'elegante località balneare frequentata da ricche
ed aristocratiche famiglie e da scrittori famosi.
Concordiamo che siamo in una delle località più
belle viste sinora.
Superiamo l'ardito Ponte di Normandia sulla Senna presso Le
Havre ed altre località tra cui Honfleur e l'elegante
Deauville, per giungere verso l'interno a Caen.
Le campagne della Normandia appaiono caratterizzate da un'alta
concentrazione di colture: campi di grano, d'orzo e di granturco,
alternati senza soluzione di continuità a piantagioni
di patate, di barbabietole, di cipolle e d'aglio, formano
sorprendenti variazioni cromatiche. All'orizzonte fanno da
cornice il blu del mare ed il grigio delle nuvole.
Visitiamo Caen ed entriamo nel Castello (1066), eretto da
Guglielmo il Conquistatore: dalla cinta muraria si coglie
una stupenda vista su tutta la città e sulla gotica
St-Pierre (XIII secolo). Siamo nel Calvados, dipartimento
che dà il nome alla tipica acquavite di mele e ricorda
soprattutto uno degli avvenimenti più drammatici dell'ultima
guerra: lo Sbarco in Normandia, avvenuto da queste parti,
oggi ridenti ed attrezzate località turistiche. E'
impossibile non andare con il pensiero alle dure battaglie
sostenute su queste spiagge dalle forze angloamericane e tedesche
nel Giugno del 1944.
I punti di sbarco mantengono ancora oggi i nomi in codice
allora attribuiti dal Comando alleato: Sword, Juno, Gold,
Omaha e Utah Beach. Sulle scogliere e sulle spiagge sono visibili
i resti delle postazioni tedesche e dei mezzi usati dalle
truppe alleate. A Saint-Mére-Église un manichino
con il paracadute riproduce l'insolito atterraggio di un paracadutista
americano rimasto appeso su una delle guglie della chiesa.
Nelle acque di Arromanches, dove è presente un interessante
museo con proiezioni delle operazioni di sbarco, giacciono
enormi cassoni in ferrocemento, che, impiegati per creare
un porto artificiale e permettere ai mezzi pesanti di scendere
a terra, resistono in acqua da quasi sessant'anni.
Lasciando questa zona passata tragicamente alla storia, s'incontrano
in rapida successione Bayeux verso l'interno e il porto di
Cherbourg. Da qui merita arrivare a Cap le Hague, solitaria
punta rocciosa, caratterizzata da piccole spiagge bianche
bagnate da un mare turchese. Un'area attrezzata arricchisce
questo selvaggio promontorio.
Ultima tappa della Normandia, Mont-St-Michel si distingue
già da lontano con l'inconfondibile sagoma dell'abbazia.
Non più isola perché legata alla vicina terraferma
con una sorta di diga, emana alle luci del tramonto tutto
il suo fascino misterioso ed evocativo.
La scogliosa Bretagna si presenta più simile alle coste
italiane per struttura e colore, ma anche qui il clima oceanico
la fa da padrone, con cieli spesso coperti e venti che soffiano
impetuosi sul mare. In queste acque si allevano le ostriche
tanto apprezzate dai buongustai ed a Cancale, piccolo centro
bretone, si possono vedere le vasche dove vengono messe a
dimora. Sul lungomare, è difficile non lasciarsi tentare
dai venditori del pregiato mollusco (5,00€ per una dozzina
formato "gigante") e dalla specialità del
posto, il "plateau", coreografica composizione di
frutti di mare accompagnati da crostacei: per gli amanti delle
specialità di mare, due appuntamenti da non mancare!
Continuando il nostro viaggio, passiamo per St-Malo, racchiusa
nelle sue mura, una volta rifugio di corsari, e poi a Cap
Fréhel, roccioso capo ricoperto da una fitta vegetazione
d'erica in fiore di un intenso rossoviola.
Tappa prevista dal nostro programma, la Costa di Granito Rosa
che si estende a Nord della Bretagna dove i contorni sono
più frastagliati, ci porta con la fantasia in Sardegna:
spiaggette, cale e scogli di granito sembrano identici per
forme e colori.
Siamo ormai al "giro di boa" e idealmente giriamo
i nostri mezzi per rientrare in Italia, non prima di fermarci
a Rennes, capitale della Bretagna, dove nostalgicamente consumiamo
una pizza napoletana, dopo aver visitato la bella cittadina
dalle eleganti piazze, la Cattedrale ed il maestoso palazzo
di St-Georges.
Lasciamo la Bretagna per entrare nella Loira e rivedere alcuni
famosi castelli già visitati qualche anno fa: Angers,
Serrant, Saumur, Chinon, Azay-le-Rideau, Langais, Villandry,
Amboise, Blois, Chambord (il più grande).
Dopo venticinque giorni, superato il Monginevro, rientriamo
in Italia, arricchiti di questa nuova esperienza di viaggio,
ma felici come sempre di essere di nuovo a casa.
La Francia c'è apparsa molto disponibile nei confronti
del turismo itinerante e ovunque abbiamo ricevuto cortesia
e simpatia. Piccoli e grandi centri offrono campeggi municipali
e/o privati ben organizzati e soprattutto a prezzi contenuti,
che spesso rendono superflua la ricerca di luoghi di sosta.
Numerose anche le aree attrezzate, spesso gestite dai Comuni
delle località turistiche e sempre ben indicate (sosta
max 72 ore). La presenza di grandi supermercati e discount
facilita l'approvvigionamento di ogni genere, compreso il
gasolio venduto a prezzi più bassi (Luglio 2002: €0,71).
La nuova moneta unica elimina il cambio, ma la vita in genere
è più cara che in Italia. Validissime, la rete
stradale ordinaria e quella autostradale, purtroppo piuttosto
cara. Il traffico è disciplinato nel rispetto dei limiti
indicati: è pertanto necessario adeguare la nostra
guida, in qualche caso più "disinvolta".
Ringrazio per la compagnia Piera e Vasco Conte, Marinella
e Peppe Troccoli con i quali abbiamo diviso la "fatica"
dei 5.000 km di viaggio, le emozioni e
le spaghettate
serali.
Franco Salussolia
Notizie utili - Per la variabilità del clima
si consiglia di portare qualche indumento pesante e per la
pioggia. Valido un k-way contro il frequente vento. Le bombole
del gas hanno un attacco diverso dalle nostre. Le carte di
credito sono accettate ovunque.
Per i Soci ASSOCAMPI, su richiesta, è disponibile il
programma di viaggio con l'itinerario ed i luoghi di visita.
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